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La lunga battaglia di Nicola Giosuè: un artista che non smette di resistere


“NICOLA GIOSUÈ: L’UOMO CHE FACEVA DIVERTIRE L’ITALIA… OGGI LOTTA PER NON SCOMPARIRE”

C’è un’immagine che fa male più di tutte: un uomo che ha passato la vita a far divertire gli altri… che oggi piange da solo, in una stanza troppo silenziosa.

Quest’uomo è Nicola Giosuè. Attore. Showman. Cantante. Sosia di Renato Zero. Un artista che ha attraversato palchi, teatri, set televisivi, uno che persino Montalbano, Maltese, Il cacciatore, e tante altre fictions hanno voluto nel loro mondo, con quella sua capacità rara di trasformarsi, di regalare emozioni, di far sentire il pubblico parte di qualcosa.

Poi, all’improvviso, il buio.

Due mesi fa Nicola è entrato in sala operatoria per una cisti profonda alla nuca, un intervento che avrebbe spaventato chiunque. Ma nessuno immaginava quanto sarebbe stato devastante.

La cisti era scesa in profondità, toccando nervi, strutture delicate, zone che non perdonano. L’operazione è riuscita, sì… ma il prezzo è stato altissimo.

Da quel giorno, Nicola convive con un dolore che non dà tregua: fibromialgia, lombosciatalgia, tunnel carpale, crollo della colonna vertebrale. Parole che sembrano tecniche, ma che nella sua vita significano una cosa sola: ogni movimento è una battaglia.

E come se il corpo non bastasse, anche la mente ha iniziato a cedere. La diagnosi è arrivata come un pugno: depressione maggiore. Una di quelle che non si vede, ma che ti spezza. Una di quelle che ti fa sentire intrappolato in te stesso.

Nicola racconta anche di aver perso forza e resistenza dopo i vaccini anti Covid. Non cerca polemiche, non cerca colpevoli: racconta solo il suo vissuto, quel “prima e dopo” che per lui è stato reale, tangibile, doloroso.

Il lavoro? Fermo. Bloccato. Impossibile lavorare nelle sue condizioni. L’unica cosa che ancora riesce a fare, con fatica, con coraggio, con una dignità che commuove, è il pianobar. Lì, per qualche ora, la sua voce torna a essere quella di sempre: calda, intensa, capace di accarezzare il pubblico. Lì, per qualche ora, Nicola non è un uomo ferito: è un artista.

Ma le cure costano. La vita costa. E lui, oggi, è solo contro tutto, Solo quando il dolore lo sveglia. Solo quando non riesce ad alzarsi dal letto. Solo quando piange, perché si sente intrappolato..

E allora la domanda sorge spontanea: com’è possibile che un talento così venga lasciato nell’ombra? Com’è possibile che un uomo che ha dato tanto allo spettacolo italiano debba pregare per un’occasione?

Forse è il momento che qualcuno, il proprietario di un locale, un organizzatore di eventi, si accorga di lui. Non per pietà. Non per compassione. Ma perché Nicola Giosuè è ancora un artista vero, perché la voce ce l'ha ancora. La presenza ce l'ha ancora. La storia ce l'ha eccome e gli artisti veri non si spezzano: si rialzano, se qualcuno tende loro una mano.

Oggi quella mano potrebbe fare la differenza tra un uomo che scompare… e un artista che torna a vivere.

Un artista così non si butta via.

Articolo: Dott.ssa Mietto Elisa
Dirigente del servizio: Dott. Salvo De Vita
Supervisore e Resp. Pubblicazione: Ufficio Stampa e Produzioni MP
Distribuzione: Urban Dream di Mietto Elisa

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